venerdì 22 marzo 2013

Le eresie medievali

Il rogo di un eretico in una miniatura del XV secolo
« Voi chi dite ch’io sia? » (Matteo 16, 15): è la famosa domanda che Gesù rivolge ai suoi discepoli; e anche fra gli apostoli le idee divergono. Per tutto il Medioevo e oltre, la Chiesa come istituzione, insieme alla comunità dei fedeli, non ha mai cessato di interrogarsi sul mistero della natura del Cristo, del suo rapporto con il Padre nel quadro della Trinità, e, in genere, sulla stessa istituzione Chiesa. Le risposte, nel corso dei secoli, sono state altrettanto molteplici quanto le risposte degli apostoli a Gesù, e in nome di tali opposte visioni si sono combattute diatribe dialettiche, ma anche guerre all'ultimo sangue. La parola eresia, dal greco hairesis, vuol dire ‘scelta’, tipica per esempio delle diverse scuole filosofiche, scelta però ovviamente non consentita nell'ambito delle verità rivelate che sono tali in sé e per sé. Scisma invece (dal greco schisma, ‘divisione’) indica la lacerazione della comunità della Chiesa che non riguarda direttamente il deposito della fede ma il rapporto con l’autorità della Chiesa. Nel Medioevo diverse eresie e non pochi scismi si sono alternati nel panorama cristiano, più o meno combattuti e respinti, prima della lacerazione definitiva con la grande Riforma luterana del XVI secolo. 
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