mercoledì 27 dicembre 2017

Alfonso Maria de' Liguori, Tu scendi dalle stelle

Matthias Stromer (1600-1650 ca.), Natività
Alfonso Maria de' Liguori (Napoli, 1696-1787), sacerdote, fondatore della Congregazione del SS. Redentore (1732), beato (nel 1816), quindi proclamato santo della Chiesa cattolica (da papa Gregorio XVI nel 1839), è l'autore - oltre a una serie di opere ascetiche e morali - di una serie di Canzoncine spirituali (1732), fra le quali spicca la Canzoncina a Gesù Bambino, meglio conosciuta, dal primo verso, come Tu scendi dalle stelle, componimento che conobbe fin da subito una diffusione immensa.
La poesia fu composta dal santo nel dicembre 1754 a Nola, in preparazione del Natale, e risulta un adattamento di un altro componimento dello stesso Liguori, ma scritto in dialetto napoletano, dal titolo Quanno nascette Ninno (‘Quando nacque il Bambino’), portato a termine nel convento della Consolazione di Deliceto (Foggia), nello stesso periodo. Di entrambi i componimenti il santo scrisse, insieme alle parole, anche la melodia, che è la medesima nei due brani; mentre a livello testuale i due componimenti risultano essere molto diversi fra di loro. 

domenica 3 dicembre 2017

A. N. Ostrovskij, L'uragano (1859)


Aleksandr Nikolaevic Ostrovskij (1823-1886) è stato un autore teatrale molto noto, nel genere della commedia di costume, nella Russia zarista della seconda metà del XIX secolo. Oggi però il suo nome è pochissimo conosciuto, se non completamente dimenticato, soprattutto al di fuori dei confini nazionali. Si tratta tuttavia di uno dei maggiori esponenti del teatro realistico dell'Ottocento, ed è da molti considerato il fondatore del teatro russo moderno, al punto che Turgenev lo definì (forse un po' esageratamente) "lo Shakespeare della classe mercantile russa".
L'uragano (Grozà, 1859) e La foresta (Les, 1870) sono le sue opere più note e riuscite - in un quadro di una cinquantina di opere totali -, ma la prima rappresenta senz'altro il suo capolavoro.
Come nella maggior parte delle commedie di Ostrovskij, la protagonista è la classe mercantile russa, di cui si denunciano l'arretratezza, il bigottismo unito a un conservatorismo politico di tipo retrivo, e l'ipocrisia di fondo. 
Ne L'uragano la classe mercantile è rappresentata da due personaggi principali: il primo, Dikoi, è un membro di spicco della cittadina di Kalìnov sul Volga, ed è tratteggiato come un burbero irascibile e ubriacone che attacca violentemente chiunque osi chiedergli del denaro, compreso quello che egli legittimamente deve ai suoi contadini e ai suoi dipendenti; la seconda è la Kabànova, vedova di un ricco mercante che sfoga sui suoi familiari (soprattutto sul figlio inetto Tichon Kabànov e sulla nuora Katerina) il suo atteggiamento bigotto e ipocrita, improntato a una serie di massime spicciole all'insegna del rispetto che i giovani devono ai vecchi, e alla funzione di potere che deve spettare in famiglia all'uomo, mentre la donna deve sempre essere sottomessa al marito.