martedì 17 aprile 2018

Adso di Montier-en-Der, De Antichristo

Apocalisse di re Fernando e Sancha, 1047
(Madrid, Biblioteca Nacional, Ms. Vitr. 14.2)

Adso (910/915-992), di nobile famiglia franca, poi monaco benedettino presso l'abbazia di Luxeuil, e infine abate (dal 967 circa) di Montier-en-Der, nella Francia nord-orientale, è l'autore di un celebre libello 
De Antichristo, il cui titolo completo è De ortu et tempore de Antichristo ('La nascita e il tempo dell'Anticristo'), opera che ebbe una vastissima diffusione del Medioevo (171 i manoscritti superstiti, comprese non meno di sette rielaborazioni successive, allestite fra XI e XII secolo).
La figura di Adso è in realtà assurta a una certa fama in tempi recenti a seguito del successo editoriale, a livello mondiale, del romanzo Il nome della rosa di Umberto Eco (Milano, Bompiani 1980), dove è richiamata dal personaggio di Adso da Melk, il novizio al centro del racconto, insieme al suo maestro, il frate francescano Guglielmo da Baskerville (che a sua volta riprende la figura di Sherlock Holmes ne Il mastino dei Baskerville).
Scritto fra il 949 e il 954, il libello di Adso è dedicato a Gerberga, regina consorte dei Franchi occidentali in quanto moglie di Luigi IV di Francia; e in effetti il tema politico è centrale nell'opera di Adso.
Il libricino (meno di dieci pagine in tutto) è strutturato come una piccola biografia dell'Anticristo, sul modello rovesciato dei modelli agiografici tanto in voga nel Medioevo, comprendenti una succinta vita dei santi, comprese le gesta e i miracoli, e i tempi e i luoghi di svolgimento dell'azione.
La figura dell'Anticristo, presente in maniera costante e talvolta ossessiva in tutta la letteratura cristiana fin dalle origini, trova nell'opera di Adso una linfa nuova, alla luce dell'approssimarsi del fatidico anno Mille ("Mille e non più mille"), che allungava ombre sinistre su un imminente fine dei tempi e sulla resa finale fra bene e male, fra i fedeli del vero Dio e i seguaci del diavolo. Non a caso il libro di Adso incontrerà poi enorme fortuna nella letteratura apocalittica e nelle ansie escatologiche che torneranno a investire l'Europa fra XI e XII secolo e oltre (da Gioacchino da Fiore ai Fraticelli e agli Spirituali francescani).