lunedì 16 aprile 2012

Renato Serra (1884-1915)


A pochi anni dalla ricorrenza del centenario dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale (28 luglio 1914) il capolavoro di Serra, l'Esame di coscienza di un letterato (scritto nel 1915 alla vigilia della partenza dell'autore per il fronte, da dove non fece più ritorno) rivela tutta la sua prepotente attualità e originalità filosofica. Un libricino, quello di Serra, tanto piccolo nella mole quanto geniale nella sostanza. Una disanima lucida e spietata del fenomeno della guerra: irrazionale, inutile, che non riscatta né redime; ma cui nessuno si può sottrarre -e chi esercita la professione di letterato meno che gli altri- per spirito di dovere nei confronti della storia e della società, e per solidarietà e fratellanza nei confronti degli uomini. La guerra come sacrificio e "religione del dovere" portata fino alle sue conseguenze più estreme.
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