giovedì 12 aprile 2012

Leonardo Sinisgalli, Poesie



Leonardo Sinisgalli (1903-1981) è certamente una voce 'minore' del panorama poetico italiano del secondo dopoguerra, ma con spunti non rari di grande originalità. Senza dubbio il lato più importante e degno di rivalutazione della sua poesia è quando Sinisgalli cessa di guardare ai maestri del genere, e volge la sua lente d’ingrandimento su di sé, alla sua vita, ma soprattutto ai suoi ricordi, legati in gran parte alla sua terra d’origine, alla sua famiglia (in particolare alla figura del padre e della madre), al mondo dei suoi contadini. Le immagini tipiche della sua poesia sono la ‘polvere’ dei paesi lucani non ancora industrializzati e quasi al di fuori della storia; la ‘terra rossa’ che si confonde con il colore del sole al tramonto; l’afa di certe giornate estive in campagna; i vecchi del posto con la pelle raggrinzita dal sole e dalla fatica, fra cui resta indimenticabile la figura paterna. Ma la poesia di Sinisgalli non sconfina quasi mai nel realismo minuto e nella denuncia sociale: la componente dominante è sempre quella autobiografica, agli occhi della quale il paesaggio lucano da realistico si trasfigura fino ad assumere talvolta contorni mitici e surreali. 
Per leggere l'intera recensione insieme a un'antologia commentata delle poesie di Sinisgalli, clicca qui

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