domenica 13 aprile 2014

Il canone editoriale dell'antica vulgata di Giorgio Petrocchi e le edizioni dantesche del Boccaccio, in Nuove prospettive sulla tradizione della "Commedia". Seconda serie (2008-2013), a c. di E. Tonello, P. Trovato, Monterotondo (RM), Libreriauniversitaria.it Edizioni 2013, pp. 119-82


Il saggio analizza le edizioni della Commedia procurate da Giovanni Boccaccio nei tre manoscritti autografi pervenutici: To[ledano 104.6], Ri[ccardiano 1035], Chig[iano L.VI.213]. Dall'analisi filologica dei manufatti si dimostra una dipendenza testuale delle copie del Boccaccio dalla famiglia vaticana (Vat. lat. 3199 e affini); mentre dall'analisi sull'intera tradizione manoscritta della Commedia, vagliata per loci Barbi, si dimostra l'assenza, in ampi settori della tradizione, di qualsiasi influenza imputabile alle edizioni del Boccaccio. Ciò falsifica il postulato di base posto a fondamento dell'edizione secondo l'antica vulgata di Giorgio Petrocchi, e prova l'inesistenza di uno "sbarramento cronologico" nella tradizione del poema dantesco fra un prima e un dopo Boccaccio. L'edizione Petrocchi viene quindi a perdere ogni giustificazione su base testuale, e si apre una nuova prospettiva per un'edizione della Commedia su presupposti diversi e alternativi a quelli enunciati da Petrocchi.

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