martedì 10 luglio 2018

Insegnanti di potenziamento: una risorsa non sfruttata


La figura dell'insegnante di potenziamento è stata prevista dall'ultima riforma della scuola, la Legge 107 del 2015 (la famosa "Legge della Buona Scuola"), e nelle intenzioni del legislatore doveva affiancare il docente nell'organico di diritto per ampliare e rafforzare l'offerta formativa delle singole scuole, nel quadro dell'autonomia delle stesse.
Tuttavia gli insegnanti di potenziamento vengono con sempre maggiore frequenza utilizzati dai Dirigenti scolastici soltanto per coprire le supplenze brevi, ossia le assenze temporanee (di pochi giorni se non poche ore) dei colleghi, e per nient'altro, limitando quindi drasticamente la loro funzione professionale.  
La nota 2852 del MIUR del 5 settembre 2016 chiarisce però qual è il ruolo e la funzione degli insegnanti di potenziamento, i quali non devono essere utilizzati dalla scuola di riferimento esclusivamente per coprire le supplenze brevi, ma devono costituire un "arricchimento dell'offerta formativa". 

In quest'ottica l'insegnante di potenziamento potrebbe essere utilizzato in tre ambiti principali:
1) l'ambito delle supplenze brevi, ma in un diverso quadro normativo e con altre modalità e finalità ben diverse dalle attuali: si tratterebbe, in pratica, di organizzare il buco delle supplenze per svolgere attività didattiche alternative e/o di approfondimento curricolare (qui un mio post precedente con i dettagli della proposta);
2) l'ambito delle attività da svolgere come alternativa a chi non frequenta l'insegnamento della religione cattolica (qui il mio post dedicato). Andrebbe però in questo caso, da parte del MIUR, superata, o comunque chiarita, una nota (n° 16041 del 29 marzo 2018) che vieterebbe un tale impiego dell'insegnante di potenziamento (nel mio post citato suggerimenti in merito);
3) le attività di sportello delle materie curricolari. Tutti sanno la scarsità del FIS (Fondo di Istituto) che costringe le scuole ad operare scelte precise per l'organizzazione dei cosiddetti "sportelli" per il recupero delle materie, privilegiando le sole materie di indirizzo (quasi sempre la matematica e le lingue straniere), mentre tutte le altre discipline - dall'italiano alla filosofia, dalla storia alla storia dell'arte alle scienze - vengono affidate al cosiddetto "studio individuale", quanto a dire alla buona volontà (o alle ripetizioni private) dello studente. L'insegnante di potenziamento, che appartiene alle discipline più diverse, potrebbe invece essere utilizzato dalla scuola a costo zero, proprio per tali attività di sportello per le materie non coperte dal FIS: l'insegnante potrebbe dare una propria disponibilità per qualche ora del pomeriggio, oppure concordare via mail, con gli studenti interessati, delle attività di recupero durante la mattina, per esempio nella settimana di "pausa didattica", presente sempre più spesso nelle scuole.
In ogni caso l'insegnante di potenziamento dovrebbe essere messo in grado di poter contribuire all'"arricchimento dell'offerta formativa" della scuola, e non limitato al ruolo svilente di semplice "tappabuchi" delle ore di assenza dei colleghi.

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