giovedì 5 gennaio 2017

Una (singolare) traduzione in latino della Divina Commedia


Un medico milanese in pensione, Antonio Bonelli (già esperto di chirurgia pediatrica e cardiotoracica presso l'Ospedale dei Bambini di Milano) ha pubblicato una singolare traduzione in latino dell'intera Commedia dantesca: Dantis Alagherii Comoedia. Latina translatio Antonii Bonelli, Livorno, CTL (Centro Tipografico Livornese) 2016, pp. 462, euro 20. 
Che Dante abbia avuto inizialmente la tentazione o l'intenzione di scrivere il suo capolavoro in latino, o addirittura lo abbia effettivamente fatto per i primi canti, cambiando poi repentinamente idea, è una vecchia questione della filologia dantesca (oggi perlopiù negata e - aggiungo io - giustamente accantonata). La traduzione di Bonelli non è in esametri latini, come ci si poteva aspettare, ma in una prosa latina scandita tuttavia in terzine:

Media aetate, 
bona deserta fruge, 
in obscura silva me inveni...

Questo l'incipit del poema tradotto in latino ("Nel mezzo del cammin di nostra vita / mi ritrovai per una selva oscura / ché la diritta via era smarrita"). 
Quale valore l'opera in sé possa avere (con tutta la simpatia e la stima nei confronti del medico milanese dai molteplici interessi, credo molto poco); resta comunque una simpatica iniziativa e un tributo originale per il 750° centenario dalla nascita del divin poeta (1265-2015), e già in scia del ben più importante 700° centenario dalla morte (1321-2021).
(Nel pdf in alto, il testo dell'intervista di Bonelli su La Stampa di oggi).

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