mercoledì 8 agosto 2012

Vicino e lontano

Per molti anni
a caro prezzo,
viaggiando attraverso molti paesi,
andai a vedere alte montagne,
andai a vedere grandi oceani.
Soltanto non vidi,
dallo scalino della mia porta,
la goccia di rugiada scintillante
sulla spiga di grano.
      (R. Tagore, Poesie del prodigio, 32)  


In un'epoca come la nostra, in cui viaggiare è cosa relativamente facile e alla portata di tutti, c'è il rischio di volare all'altro capo del mondo alla ricerca di chissà che, e poi semplicemente non ci si fa caso alle cose preziose e alle bellezze che abbiamo a portata di mano, appena oltre il gradino della nostra casa. Così una volta una ragazza di Torino mi disse di essere stata più volte a New York e di ignorare completamente il Piemonte che era casa sua. Il posto migliore affinché le cose ci sfuggano è piazzarle sotto i nostri occhi: la lettera di Auguste Dupin. Prima di soccorrere chi è lontano, cominciamo dal nostro prossimo, da chi ci sta vicino. Prima di affrontare le cose più difficili, partiamo da quelle a portata di mano. Chi rivolge lo sguardo al lontano orizzonte e ignora il pozzo vicino ai suoi piedi è destinato a cadervi dentro.

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