mercoledì 15 agosto 2012

Carpe diem

                      
                              Ille potens sui
   laetusque deget cui licet in diem
                               dixisse: "Vixi".
                           [E' padrone di sé
    e vivrà felice colui che potrà dire 
               ogni giorno: "Ho vissuto"]
                          (Orazio, Carmina III, 29, vv. 41-43)   

La vita è preziosa e non un solo attimo di essa può essere sprecato. Da qui l'importanza del fattore "tempo": bisogna vivere la vita attimo dopo attimo, assaporandone ogni goccia come quando si beve da una coppa un vino prezioso; godendone ogni secondo, come se fosse l'ultimo a disposizione prima del saluto definitivo. La sera, prima di sprofondare nelle braccia del dio Morfeo, ciascuno di noi dovrebbe sinceramente chiedersi, guardandosi nel fondo dell'anima: "Ho davvero vissuto oggi? Non ho sprecato per caso la mia giornata"? Solo così, con la consapevolezza di aver davvero vissuto, si può dormire in pace il "sonno del giusto". Ma vivere veramente non significa l'essere stati a qualche party, o essersi divertiti punto e basta: la prospettiva andrebbe decisamente allargata oltre il mero soddisfacimento egoistico: "ho fatto qualcosa di buono, oltre che per me, anche per gli altri?"; "ho realizzato qualcosa di utile?". Il sacrosanto invito al carpe diem deve pertanto assumere una dimensione di responsabilità, morale e sociale, che solo possono pienamente giustificarlo. Vivere bene con se stessi, con gli altri, e per gli altri: questo vuol dire non sprecare la propria vita.

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