domenica 27 maggio 2012

Dante oggi, ovvero Dante, Ruby e le veline



Dante oggi ha uno straordinario successo popolare, come dimostrano le affollatissime lecturae Dantis di Benigni, in Piazza S. Croce a Firenze o direttamente in TV. Ma tutto ciò è, a mio parere, il frutto di un equivoco: Dante è un poeta essenzialmente morale e politico, veicolatore di valori "forti" oggi irrimediabilmente in crisi o apertamente contestati: per esempio l'esistenza di una morale pubblica e privata, o l'esistenza stessa del peccato, ossia di limiti intrinsecamente stabiliti per l'uomo contro ogni discorso di (presunta) libertà del singolo, oggi così in voga, cosa che senza dubbio suonerebbe al poeta fiorentino come anarchia. Insomma la lettura di Dante oggi è una lettura dimidiata: si apprezzano i versi, la bellezze di certe figure o di certe immagini, ma ci si tappa occhi o orecchie di fronte al messaggio profondo, che è poi l'essenziale, dei suoi versi. Chi oggi dovrebbe invece leggere e spiegare Dante, penso soprattutto agli insegnanti con i giovani delle scuole, bisognerebbe che insista sul messaggio della sua poesia, piuttosto che perdersi in chiacchiere su parafrasi o musicalità dei suoi versi, a costo di sconfinare -oggi- nel politically uncorrect: si tratta cioè di rifondare la morale dell'uomo contemporaneo agitando la Commedia di Dante.

Nessun commento:

Posta un commento